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TUTTO MONGOLIA 1-23 OTTOBRE
06/09/2014
Asia
Mongolia

Eccomi Ragazzi pronto per un'altra grande Adventure, questa volta tocca alla splendida Mongolia.

Il viaggio nasce per realizzare il desiderio di conoscere il popolo dei nomadi e vedere il famoso Eagle Festival. Difatti visitare questo paese ad ottobre quando la stagione turistica è praticamente finita, i campi turistici tendati sono chiusi, consente di avere un contatto più vero con il mondo mongolo.

Dormiremo in tenda o nelle gher, la bianca casa dei mongoli, che in 20mq contiene un mondo. L’Eagle Festival è senz’altro un evento unico, un tuffo nel passato e si tiene il primo fine settimana di ottobre nella cittadina di Ulgij. Si svolge in uno scenario naturale fantastico: la grande piana vicino il villaggio di Bugat contornato dall’anfiteatro di montagne di Tavan Bogd da dove le aquile decolleranno per le loro performances. Nella cerimonia d’apertura si vedranno arrivare al galoppo tutti i cavalieri Kazaki, nei loro costumi tradizionali con pellicce, colbacco e fieri di mostrare, sul braccio protetto da un guanto di cuoio, le loro aquile. Laggiù le addestrano per inseguire ed uccidere i lupi e le volpi che insidiano i greggi, spezzandogli il collo coi loro potenti artigli.

Il resto del viaggio sarà una natura fatta di spazi sconfinati, dai monti Altai localizzati tra i 2000 e i 2500mt e il mitico deserto del Gobi. La Mongolia è un gigantesco parco naturale (5 volte l'Italia) incredibilmente vario, abitato da gente orgogliosa e abituata a vivere in condizioni spesso estreme. Dormire nelle gher sarà un esperienza unica che darà l’opportunità di conoscere e vivere appieno la cultura mongola. 

Una grande passione per la natura è elemento fondamentale per affrontare questo viaggio, Nella regione degli Altai faremo campeggio libero, senza acqua né bagni e dormendo in tende non riscaldate. 
D’altro canto le tende sperse nel nulla ci faranno sentire vicini ad una natura aliena, lontana dalle nostre concezione di spazio aperto, spersi in vuoti materiali che piano piano ti riempiono l’anima di sensazioni uniche, costringendo a ripensare molte cose del nostro rapportarci con la natura.

Le serate trascorreranno nelle gher attorno alla stufa, a chiacchierare con i padroni di casa, a bere mongol e mangiare carne di capra bollita, mentre fuori (forse) nevica. Il viaggio non sarà facile: freddo, lunghi trasferimenti, mancanza di comodità, molti imprevisti climatici, cibo splendido ma “tosto” richiedono un forte spirito di adattamento in nome di un più vero contatto con una realtà lontana.


Si viaggerà perlopiù su strade sterrate con mezzi di provenienza russa, gli indistruttibili Uaz. Ed allora basterà davvero allontanarsi cento metri dalla strada principale per vedere scomparire questi mezzi nell’infinità dell’ambiente che li circonda, in lontananza una lunga catena di dune, un lago, un fiume, cime innevate, il tutto punteggiato qua e là da minuscoli puntini bianchi, sono le gher dei pastori mongoli. Persone abituate a vivere in un ambiente ostile, ma gentili ed ospitali. Pronte ad accogliere l’ospite nella loro “casa” e a condividere con lui il poco che hanno, con semplicità, senza chiedere nulla in cambio.

 

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