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UN INDOVINO MI DISSE
08/07/2016

Nella primavera del 1976, a Hong Kong, un vecchio indovino cinese avverte Tiziano Terzani:
“Attento” Nel 1993 corri un gran rischio di morire. In quell’anno non volare. Non volare mai!
Dopo tanti anni Tiziano non dimentica la profezia (che a suo modo si avvera), ma anzi la trasforma in un’occasione per guardare al mondo con occhi nuovi: decide infatti di non prendere aerei per un anno, senza tuttavia rinunciare al suo mestiere di corrispondente. Il 1993 diviene così un anno molto particolare di una vita già tanto straordinaria: spostandosi in treno, in nave, in auto, e talvolta anche a piedi. Terzani si trova ad osservare Paesi e persone della sua amata Asia da una prospettiva nuova, e spesso ignorata. Il risultato di quell’esperienza è un libro fuori dall’ordinario, che è insieme romanzo d’avventura, autobiografia, narrazione di viaggio e appassionante reportage.
“Un indovino mi disse” descrive il suo anno lavorativo senza mai prendere aerei. Corrispondente in Asia per il settimanale tedesco Der Spiegel, Tiziano lavorava viaggiando, ma a lui piaceva dire che in realtà non aveva mai lavorato nella vita, avendo sempre fatto ciò che gli piaceva. Nel 1993 non dimentica le parole dell'indovino e, non tanto per credenza ne per scaramanzia, ma forse solo per aprire gli occhi un po' assopiti dalle comodità degli aerei e dal comfort degli hotel lussuosi. Ascolta la predizione dell'indovino “Una buona occasione nella vita si presenta sempre. Il problema è saperla riconoscere e a volte non è facile.” Presa la palla al balzo Tiziano ricomincia “a camminare”: treni, sedili sgangherati degli autobus o delle jeep, riprende la confidenza con il vero viaggiare. Riscopre il piacere di conoscere i popoli nella loro quotidianità e riacquisisce il concetto delle distanze.

L'Asia calda e sensuale gli viene incontro, comincia a muoversi in treno, in pullman e su vecchi barconi riscoprendo il fascino della lentezza e delle distanze reali tra un luogo ed un altro. Nel leggere questo magnifico libro si resta rapiti perché è emozionante ed avvincente con un romanzo, ma altrettanto ricco di contenuti come un vero racconto di viaggio deve essere. Un libro che si apre anche ad altri argomenti, come la globalizzazione, che Tiziano affronta più volte facendo venir voglia di partire in fretta per conoscere l'Asia antica, prima che sia troppo tardi. Ogni giorno è un'avventura, ogni incontro una nuova storia da raccontare, da scrivere. Quando poi un giorno, seduto scomodamente in un autobus strapieno, sudato e di cattivo umore sta meditando di tornarsene a casa, scopre che l'elicottero sul quale sarebbe dovuto salire è caduto! Solo una coincidenza?...

Un libro capolavoro, immancabile nella libreria di qualunque viaggiatore.

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