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BRASILE
07/09/2014
Americhe
BRASILE

Quando parlo e racconto del Brasile mi viene subito in mente una frase: “Il primo amore non si scorda mai”. Perché se è vero che ci sono dei luoghi che senti tuoi, ai quali hai la sensazione di appartenere e dove ti sembra di essere già stato, tanto che solo pronunciarne il nome ti suscita un’ emozione particolare, beh il Brasile per me è uno di questi. Questa grande storia d’amore, perché così la definisco, è nata ben 10 anni fa.
Voglio raccontarla oggi riportando quanto pubblicato da me nel 2006 su un famoso sito web.
Brasile, una terra semplicemente straordinaria. In un anno ci sono stato tre volte: le prime due da turista e la terza per lavoro. Tutto cominciò il 29/12/2004,con il volo per Salvador de Bahia. In questo mio primo viaggio, fatto assieme ad un amico, ho scoperto la bellezza ed il fascino particolare emanato da questa terra e dalle persone che la popolano. La sensazione all’arrivo, mai provata prima, fu di trovarmi in un posto familiare, dove non c'era bisogno di ambientarsi. Fu subito Revellion (capodanno) e di colpo ci immergemmo nel folklore bahiano, vestiti di bianco come da tradizione.
Dopo il capodanno seguirono giorni indimenticabili, caratterizzati da serenità d'animo e dal sorriso sempre stampato sulle labbra. Ricordo la domenica seguente a Praia do Piatà, dove per la prima volta vedevo migliaia di persone sulla spiaggia, il famoso martedì sera al Pelurinho, fatto di concerti di Axe, Bossanova e musiche tribali. In quei giorni, passando davanti ad un lavaggio di auto, rimasi immobile, quasi ipnotizzato, a guardare i ragazzi che lavoravano, o meglio ballavano che esprimevano serenità, erano felici! Si accontentavano di quel poco che avevano. Ero troppo curioso e mi fermai a parlare con uno di loro, che guardandomi negli occhi mi disse: “Lavoro al mattino ma poi nel pomeriggio sono in spiaggia a godermi la vita, i soldi non servono a niente se poi non hai il tempo di goderli”. Di colpo mi si aprì un mondo, ma quanto siamo stupidi! passiamo le nostre giornate a lavorare, litigare, innervosirci a volte per stupidaggini, e non ci accorgiamo che il tempo passa e la vita scorre sotto i nostri occhi. Fu forse in quel momento che ebbi la consapevolezza che la felicità va ricercata in noi stessi e non in quello che ci circonda. Il tempo questa maledetta società te lo ruba senza che neanche te ne accorga. Pensai allora che era arrivato il momento di fuggire da questo sistema e riconquistarmi la mia libertà.
La vacanza proseguì visitando luoghi vicino a Salvador, tra cui Praia do Forte a circa 60km da Salvador, Embassay, vero paradiso naturale e l’isola di Itacarè. Il giorno otto gennaio c'era il Farol Follia, una sorta di mini carnevale, e noi non potevamo mancare! Fu una festa incredibile! Oramai non potevo farci più nulla, mi stava cominciando ad assalire la famosa SAUDADE (nostalgia del Brasil).

Tornato in Italia non facevo altro che pensare al ritorno. Finalmente ad agosto parto,ma da solo, poiché nessuno dei miei amici aveva voluto seguirmi. Questa volta atterro a Fortaleza, e come benvenuto mi viene smarrita la valigia. Stranamente questo piccolo inconveniente non mi disturba ...sono in BRASILE!!! Rimango a Fortaleza per una settimana visitando i vicini posti di Cumbuco con dune bellissime, Laghonia vero paradiso naturale, e ancora Canoa Quebrada, dove incontro dei pescatori che mi invitano ad uscire in barca. Accetto l’invito dei barcaioli e passo una giornata fantastica: ritrovandomi la sera a mangiare il pesce pescato, questo è vivere!Poiché ho conosciuto due italiani insieme decidiamo di andare a Jericoacoara.

Saliamo su di un bus dalla Beira Mar di Fortaleza e dopo 7 ore di viaggio comodo, arriviamo nel paesino di Gigioca, situato a circa un'ora da Jeri. Scoprirò lì che il bus oltre non può andare poiché termina la strada di asfalto. Ora bisogna continuare lungo la spiaggia. Veniamo caricati su una specie di camion militare e dopo circa un’ ora di viaggio eccoci in paradiso... L’'infinita bellezza del posto, la sua maestosa esoticità sono travolgenti. Lascio appena lo zaino in pousada e di corsa sono sulla duna della Por do sol per ammirare uno dei tramonti più belli che io abbia mai visto.

Tornato in pousada dopo una bella doccia fresca e sempre rigorosamente con havaianas, costume da bagno e t-shirt vado a cena in uno dei tanti chioschi che cucinano pesce fresco. Di fianco ci sono bancarelle che preparano caipirinha e caipiroska. Jeri è un posto che ti riconcilia col mondo: il fatto stesso di non indossare mai scarpe e di non sentire auto, ti mette in una condizione di costante serenità. 

“The show must go on” (lo spettacolo deve continuare) ed allora il viaggio prosegue in direzione Natal. Dopo una notte in bus eccomi catapultato sulla spiaggia di Ponta Negra, molto bella, ma penso che agosto non è il mese giusto per visitarla. Troppa gente, ma soprattutto troppi turisti italiani che cercano “altro”. Comincio, quindi, a visitare posti vicini tra cui la bella Praia di Pipa e Genipabu. Trascorro a Natal circa cinque giorni, decidendo poi di proseguire il viaggio visitando l’arcipelago di Fernando de Noronha. Sull'isola sembra di essere in un’ altra epoca, niente smog, traffico, treni, centri commerciali, solo tanta natura, quella che si vede nelle cartoline o nei documentari. Il divertimento serale è quasi inesistente, ma chi se ne frega... penso che si sia fortunati e privilegiati solo per il fatto di aver visto questo luogo con i propri occhi...Essere alle 6 del mattino nella baia dei delfini e ammirare circa 5000 delfini (si cinquemila) che saltano dall’acqua non ha prezzo; nuotare fianco a fianco con razze, tartarughe marine e piccoli innocui squali, andare a cavallo lungo sconfinate spiagge, sono solo alcune delle cose indimenticabili che ho fatto in quella settimana. 

Dopo il secondo viaggio in questa magnifica terra oramai ho un solo pensiero: tentare il grande passo e trasferirmi in Brasile. Comincio a studiare leggi, prendere contatti con diversi enti brasiliani, camere di commercio, associazioni italo-brasiliane e faccio tutto quanto è nelle mie possibilità per tentare di realizzare il mio sogno. Questa volta scelgo come destinazione Rio de Janeiro, ed il 6 gennaio 2006 riparto nuovamente. Purtroppo l’impatto non è come mi aspettavo: ora non sono qui in vacanza, bensì per lavoro; non sono più un turista. Rio è una città meravigliosa, sicuramente (a mio parere) la più bella del Brasile per gli splendidi paesaggi, però in quasi un mese dove ho incontrato moltissima gente per incontri lavorativi, non trovo nulla che mi soddisfi. Decido allora di andare a San Paolo; infatti dall’Italia avevo preso diversi contatti, soprattutto con le università e le associazioni italo-brasiliane. Prima di atterrare l’aereo sorvola la grande San Paolo per oltre venti minuti: la città è impressionante per la sua smisurata grandezza, mai visto niente di simile! I brasiliani la chiamano “A ciudade que nunca dorme” la città che non dorme mai. Ed è vero! Qui non importa che ora è, sempre e ovunque si può fare tutto! Ristoranti, lavaggi auto, supermercati, palestre, tutto aperto 24 ore al giorno. Se hai in mente di lavorare seriamente, allora San Paolo è la città giusta! Qui stringo amicizia con Gianni, persona eccezionale, nonché presidente dell’associazione italo-brasiliani di San Paolo. Però c’è un problema, purtroppo la qualità di vita è pessima. Decido allora di visitare anche Florianopolis, capitale dello Stato di Santa Catarina: nuovamente in aereo.
A Floripa mi sembra di essere ritornato in Europa: ordine per le strade, tutti di carnagione chiara, stile di vita decisamente europee. Qui incontro delle donne bellissime,perché i tratti somatici europei si sono mescolati con quelli sudamericani, creando degli incroci stupendi. Tutto perfetto, forse troppo, la città ideale… ma non è il Brasile che mi ha fatto innamorare e dopo 15 giorni decido di rientrare a San Paolo. Siamo però in prossimità del Carnevale e, come in Italia il ferragosto, tutto si ferma. Devo decidere solo a quale Carnevale partecipare: Bahia o Rio?

Decido per Rio. Arrivo il diciotto febbraio, giorno del concerto dei Rolling Stone a Copacabana. 1.200.000mila persone, la città è paralizzata e trovare un alloggio sarà un impresa titanica, ma che bello essere stato a quel concerto!!! Nei giorni seguenti sarà solo CARNAVAL, a tutte le ore e dappertutto si sente dalla gente un’ unica parola CARNAVAL. Il Carnevale per i brasiliani è davvero una droga! Ormai Rio la conosco bene e mi muovo con disinvoltura come un carioca, vado quasi sempre ad Ipanema di giorno e di notte al quartire Lapa. Compro il biglietto per il Sambodromo la domenica in cui sfilano 7 tra le migliori scuole di samba. Oggi, anche a distanza di anni, ritengo il carnevale di Rio lo spettacolo coreografico più bello al mondo.

Dopo questa mia esperienza in Brasile, che non vi dirò come è andata a finire…..sono poi ritornato nel febbraio 2007 dove ho trascorso tre settimane magnifiche nella mia amata Bahia, questa volta visitando anche la bella Morro de Sao Paulo, un altro paradiso in terra.

E’ dell’agosto 2008 il mio ultimo viaggio. La destinazione questa volta è Recife, capitale del Pernambuco, di nuovo come nel 2005 solo col mio zaino a girovagare per quel tratto di costa che ancora mi mancava. Il viaggio proseguirà a Olinda, molto famosa perché il suo è il terzo carnevale, per importanza, del Brasile ed ancora a Porto de Galinhas, un vero paradiso. Le giornate a Porto passano piacevolmente, tra surf, grigliate di pesce e serate con gente sempre nuova. Porto mi rapisce, la sua acqua cristallina, la sua pace sono caratteristiche che lasciano senza fiato, ma il mio animo nomade mi porta in direzione di Maceio. Visito la città e le spiagge vicine, ma poi il surf mi riporta nella magia di Porto da dove successivamente insieme ad un’ amica concludo la vacanza con un tour in auto fino alla città di Joao Pessoa (città del continente americano più vicina al continente africano, circa 2.400km).

I miei racconti potrebbero proseguire all’infinito, anche perché il Brasile per me ha rappresentato non un viaggio bensì un pezzo di vita che porterò per sempre nel mio cuore e sulla mia pelle. Non posso che dirvi che le cose belle nella vita accadono, ma solo se si è pronti a mettersi in gioco uscendo di casa e scoprendo cosa c’è fuori. Scoprirete, così, come la vita può essere generosa.

Uscite, Scoprite, Allontanatevi dal porto sicuro e soprattutto Sognate!

Mark Twain

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